SDS#203 – UN ALTRO MONDO È CASSIBILE

La mostra del Cinema di Venezia si è chiusura con il Leone d’Argento a the voice of Hind Rajab a segnalare l’importanza del film e l’impotenza di tutto il resto.

Fuori concorso uno degli horror contemporanei più attesi, Morti a Venezia: un piccolo gruppo di star zombie (inconsapevoli di essere morte) che si aggira per il lido sparandosi le pose da indipendente che cerca di evitare il posizionamento su Gaza in nome della libertà. Un armamentario di battute un po’ trite, dal “non c’ero e se c’ero dormivo” al “non firmo appelli”. Fateci caso, quasi sempre chi dice che non firma appelli intende dire che non firma *più* appelli. Li firmava, poi ha smesso, tipo alcolisti anonimi: sono Paolo e da due anni non firmo appelli. Li firmavo quando ero ingenuo, poi col tempo ho imparato che certi appelli possono far rodere il culo a quelli che ti danno i soldi e che l’emotività è meglio lasciarla dentro la macchina da presa.

Pure l’organizzazione è chiara, prima ancora de ragionà su censura sì/no è il concetto che è inaccettabile: va bene tutta la solidarietà del mondo alla Palestina, i film, i lacrimoni, purché questa non pretenda pure di incidere sulla realtà dei fatti, fosse pure un boicottaggio più simbolico che reale a un’attrice che manco c’era e che ha cancellato dai social un post in cui scriveva che le faceva schifo l’uccisione di palestinesi innocenti perché troppo schierato. Ma per chi c’avete preso, per degli intellettuali?

Qua noi siamo alla fiera dei buoni sentimenti, i buoni sentimenti hanno il più ampio spazio di parola possibile, purché non intralcino le azioni dei cattivi sentimenti! Le azioni, quelle sono appannaggio loro. Sono i cattivi sentimenti che hanno la libertà dalla censura.
Gli altri hanno diritto solo alle lacrime: non a chiedere giustizia, non a interferire, non a supportare, sei sempre a un passo dall’essere filoterrorista, qualunque cosa dici, e se il terrorista non è israeliano la libertà dalla censura non vale più.
Puoi dire che quello che vuoi ma attento, che se quello che dici non ci piace, poi ti mettiamo le sanzioni ad personam che non riesci manco ad aprirti un conto corrente; ma noi siamo contro la censura, per la libertà, no boicottaggi!

Ecco, ormai viviamo in uno stato di schizofrenia tale che non credo più che ‘sto mondo sia riformabile, forse ci serve davvero un altro 8 settembre e un’altra resa incondizionata per poter costruire qualcosa di diverso. Oppure continueremo a urlare dentro alle nostre campane di vetro, a patto di non avvicinarci troppo alla parete. A proposito di anniversari, vi lascio con una frase che tra qualche giorno compie 50 anni: Did you exchange a walk-on part in the war for a lead role in a cage?

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