SDS#142 – DETTI SE STESSI

E che je voi di’ a un tracollo de ste dimensioni? Che non era prevedibile? Che l’elettori, rispetto ai liberali che se cullavano nell’illusione de poté fa le mosche cocchiere della merda hanno scelto direttamente la merda? Che in Germania se stanno a preparà pure loro pe’ una rievocazione storica live? Che a forza de ridimensionà fascisti e nazisti a destra e a manca poi la gente ha cominciato a pensà che votà fascisti e nazisti fosse un peccato ridimensionato? Eh, ridi ridi… Vabbè però dai, in Italia non è annata proprio male male malissimo, solo maluccio: FdI cresce e de parlamentari de destra n’avemo eletti appena poco più della metà. In effetti poteva annà peggio: potevamo elegge pure qualcuno de Azione e SudE o la Ceccardi! AVS invece è annata oltre ogni più rosea aspettativa: Bonelli e Fratoianni hanno detto che se riuniranno a breve pe fa un’analisi della situazione e capì che cosa è annato storto: Scusatece, cercheremo de corregge il tiro per il futuro ed evità che se ripeta. Renzi e Calenda so’ così pompati dai giornali che se ciavessero un minimo de intelligenza politica saremmo fottuti pe du generazioni, ce dice culo che la vita reale se svolge ancora fuori da twitter. Pe fortuna Elly c’ha messo na pezza portando in Europa metà dei renziani der PD. A proposito de nomignoli ormai dilaga la moda dei politici detti se stessi. Pure pe l’amministrative era tutto un profluvio de MARIO ROSSI detto MARIO. La mejo era na roba tipo ANNA KARAMICHSZCVAJA detta ANNA. Ma no cazzo era er cognome la parte difficile, Anna se capiva! Se continuamo così alla prossima tornata voteremo coi disegnetti e l’emoticon: GIUSEPPE BIANCHI detto faccina che ride, GENERALE V. detto faccetta al contrario (versione nera), CARLO VERDI detto sole sorridente coi raggi, BENITO IGNAZIO detto svastica (però disegnata bene!), SIGFRIDO PIRLON detto faccia di coniglietto sorridente: aho a me questo sulla scheda me sembra il disegno de un cazz— ma no! non lo vedi che è proprio un coniglietto, guarda che due guanciotte! So’ i due coglion— Sì ma uno dei due è femmina il voto de genere è rispettato! Devo di’ che tutto sommato gli elettori (da quello che ho visto negli spogli) sembrano resiste a ‘sto tentativo de trattalli come analfabeti funzionali e per lo più se ne fregano dei soprannomi che i candidati usano su Instagram. So’ sparite quasi der tutto pure le schede nulle goliardiche, anche perché de solito la cosa che fa più ride ormai so’ proprio i candidati. Questo armeno per quei pochi che ancora so’ andati a votà, l’antri li racchiuderei in un pensiero der genere: “Quel del di, che a, tra catene interrotte monti, a e golfi, seconda sporgere del di, vien, a tratto, ristringersi, a corso figura fiume, un a, un’ costiera altra; e ponte, ivi le rive, che ancor all’ questa, e il in il cessa, l’ rincomincia, ripigliar nome lago le, allontanandosi nuovo, l’ distendersi rallentarsi nuovi e nuovi. La, formata deposito tre torrenti, appoggiata due contigui, uno di Martino, l’, con lombarda, il, dai suoi in, che vero fanno a sega.” Perché poi da un testo se levi una parola su due è un bordello. Quarcosa se capisce ancora ma mica tanto. Coi cittadini non me pare tanto diverso. Però quelle persone che non votano più non è che so’ scomparse. Stanno ancora là, mica hanno fatto harakiri pe protesta. Vivono, se organizzano l’esistenza, ma senza la politica, o quantomeno senza er passaggio elettorale. C’avranno ragione loro? C’avranno ragione l’artri che so’ annati a votà coi risultati che avemo visto fino a mo? Agli emoticon l’ardua sentenza. P.S.Nel frattempo, nella stridente provincia romana, er candidato sindaco de Fratelli d’Italia ha vinto ar primo turno, senza manco bisogno der ballottaggio, e così ho realizzato er filotto d’esse governato e amministrato dalla destra a quarsiasi livello istituzionale. Però dai, armeno ar seggio mio la Democrazia Cristiana ha preso zero voti!

SDS#141 – AFFARI TUOI

La notizia della settimana è che nella lotteria delle deportazioni pare che Biden mo ce manna 500 migranti sudamericani (un po’ a noi e un po’ in Grecia, giusto pe’ favve capì come ce considerano oltreoceano). Er governo ha smentito, dice che so’ solo na ventina che rientrano in uno scambio in cui noi je mannamo i migranti libici, insomma molto probabilmente na roba elettorale de cui poi alla fine non se farà gnente. Ma non è questo il punto. Er punto è che qualcuno ha pensato che sta cosa dello scambio possa essere un argomento intelligente. Io me l’immagino: Allora, è vero, ci mannano sti venti peruviani però noi in cambio je damo cento libici e du dozzine de tunisini. Poi sti peruviani cinque li damo a Rama (deppiù no perché quello vole i sordi) e l’antri li mannamo in Inghilterra che loro tanto li deportano in Rwanda ma in cambio vojono che se piamo cinquanta pakistani. Che sembra un’inculate ma fidateve che i pakistani c’hanno più mercato. Mo all’inizio li volevamo piazzà a Modi ma pare che quelli se odiano così tocca a fa una triangolazione per cui ne mannamo la metà in Turchia pe’ uno scambio alla pari coi siriani, che quelli in India ce li potemo mannà e ar dunque tocca a vede come saranno le quotazioni coi bengalesi.L’altra metà li potemo scambià solo co’ la Spagna che ha detto che in cambio ce manna 30 senegalesi, de cui però armeno cinque forti a pallone. E lo so so neg-, cioè volevo di’, so’ africani ma veramente questo passa er convento sto periodo, non c’è nient’altro a disposizione. L’ucraini che potevamo pià l’avemo presi, altri migranti bianchi manco a pagalli, amo fatto na proposta alla Polonia per no scambio 5 a 1 coi nigeriani ma niente, qua fino a quanno Putin non invade un antro stato europeo de profughi bianchi non se parla. Però avemo fatto l’accordo co’ la Libia, loro i senegalesi se li piano e pure i bengalesi, in cambio ce danno cento libici e du dozzine de tunisini che uno dice vabbè ma tutta sta fatica e stamo ar punto de prima? E no! Questi so’ altri libici! E se ce offrono er cambio pacco co’ la Grecia, che famo? Metti che dentro ce stanno i ducentomila afgani? È un rischio! Però magari ce dice culo e ce piamo er pacco co quattro iraniani. No, non ce stanno i pacchi coi migranti bianchi! Ora io me chiedo solo se tornerà un momento, mentre che aspettano che se riapre er fantamigrante e capimo dove pià li schiavi e dove piazzà l’esuberi, me chiedo se tornerà er momento in cui ce ricorderemo che stamo a parlà de esseri umani come me e come te. Che sia gente che mòre sotto le bombe, o dentro un lager, o in mare, o in mezzo ar deserto, o semplicemente un povero, finimo sempre a fa la lista delle persone un po’ meno persone, dei popoli un po’ meno popoli. Basta che quer popolo non sei tu, che te frega, mica so’ affari tuoi. E poi, una volta che hai cominciato a fa la lista, da quer momento la strada è tutta in discesa. Diventa tutto facile, finiti l’ostacoli, finiti i percorsi in saliti. È tutta na lunga discesa verso il baratro.  

SDS#140 – LA GIUSTIZZIA LIBBERALE

Ar monno ce sta sempre quarchedunoche pensa d’esse mejo e più civileder poro fesso che nun è nisunoe che manco se sa vestì co’ stile.L’antri, je pare chiaro, sarvognuno,so’ pecore da riportà all’ovilee lui cane pastore o pecoraro,insomma capo, ciò me pare chiaro. Galileo contro la Santa Sede,Giordano Bruno in mezzo a la grijata,uno che sulla pizza pia e te chiede‘na fetta d’ananàs e marmellata.E tanti, e certi pure in bona fedeje fanno sta moina smisuratape’ lo spirto guerrier che rugge dentroar salone dell’attichetto in centro. Doppo che ha radunato un po’ de gente,sia folla vera o massa virtuale,se mette là co’ tono intransigentea spiegà la dottrina libberale:senza la legge nun ce resta gnente!Che ciarimane senza un tribunaleche ner giudizzio nun fa distinzionede razza, sesso, censo o religgione? Der diritto nun c’è cosa più bella!E infatti appena capita un misfattosubbito er libberale se ingarella:pei regazzini in piazza dà de mattosta co’ la polizia che manganella,e cor ministro quanno è sopraffatto.Ma questo è chiaro, manco ve lo dico,solo se er criminale j’è nemico. È contro le proteste popolari,è contro i movimenti ambientalisti,l’occupazioni e l’universitari,operai, scioperanti e pori cristiche non siano potenti o amici vari.Co’ st’artri tocca a esse garantisti:lì nun c’è verso che ‘n se pia lo sfizzio,je spetta er terzo grado de giudizzio. Là pe’ ogni cristo è già pronto un battistaa mettece la testa de buongrado.Parole dorci, mieli da rivista,fiorito è er campo delle scuse e bradoer monumento all’alibi co’ svistache senza dubbio piacerebbe ar Prado.Da libberal se chiude in della roccae nun condanna manco a mezza bocca. Si putacaso poi venisse er turnosuo d’arispettà la dura legge,allora sta sicuro, pe’ Saturno,che d’abbassasse a tanto nun j’aregge.E strilla pure, mica è taciturno:er diritto va bene si sei greggeo bandito. Te pare che me mettoa famme giudicà da un poveretto? Manco ce vojo perde quer par d’orea spiegavve com’è la situazzione!Nun serve pe spiegalla un gran dottoree manco che ve faccio la lezzione.È chiaro che se tratta de un eroreo farsità de un giudice cojoneche nun ha inteso sì com’è l’andazzo:che io so’ io, e voi nun sete un cazzo!

SDS#139 – DISSENTERIA

Si avvisa la cittadinanza che è in corso nel nostro Paese una preoccupante epidemia di dissenteria acuta. Si chiede per tanto a tutti di prestare particolare attenzione! La dissenteria si manifesta attraverso i seguenti sintomi: evacuazioni forzate, presenza di sangue sulla faccia, ecchimosi, contusioni, fratture, incontri ravvicinati con corpi contundenti e in alcuni casi (per fortuna non ancora riscontrati in questa nuova ondata) perfino la morte. L’eziologia di tale disturbo del sistema democratico non è ancora chiara: si esclude il contagio per via sessuale e anche la diffusione attraverso alimenti o bevande contaminate. Anzi pare che più ve abituate a magnà la merda ve propinano tutti i giorni e meno rischiate de ammalavve.Sembra invece strettamente connessa all’esposizione a fattori esterni e al contatto con altre persone infette, anche senza l’intermediazione di droplets o areosol vari: a volte basta semplicemente ascoltare questi soggetti per iniziare a manifestare gli stessi sintomi.La malattia sembra anche avere una forte correlazione con i cambiamenti climatici. Secondo alcuni studi infatti i soggetti più sensibili agli effetti del riscaldamento globale hanno una maggiore probabilità di sviluppare una o più forme di questa patologia.  Il disturbo è segnalato da sintomi premonitori a cui è bene prestare attenzione: potreste iniziare ad avvertire un leggero malessere dopo il massacro di decine di migliaia di civili o avere una forte reazione allergica alle parole “l’aborto è un delitto”. Questi malesseri iniziali, senza un intervento tempestivo, possono evolvere anche molto rapidamente in dissenteria acuta, che spinge il soggetto ad allontanarsi dalla propria abitazione per ritrovarsi in luoghi affollati, che costituiscono i principali focolai di contagio.   Ultimamente l’epidemia si sta diffondendo soprattutto nei soggetti di giovane età: è probabile che con il passare degli anni l’organismo sviluppi degli anticorpi specifici. O forse solo che uno se abitua, che poi alla fine se fa l’abitudine a tutto. La predisposizione naturale resta comunque la spiegazione più plausibile per l’immunità: nei soggetti immuni sono stati infatti riscontrati alti tassi della proteina STCZZ o della sua mutazione STGRNDSSMCZZ. Per la variante attuale pare essere molto utile l’enzima N0N3G3NC1D10. Dopo la fase acuta, soprattutto se questa è accompagnata da sanguinamenti e perdita dei sensi, la malattia può cronicizzarsi oppure entrare in una fase di regressione o latenza. In generale i soggetti colpiti tendono a frequenti ricadute, a volte anche dalle scale o dalle finestre. Non si conosce ancora una cura definitiva che sia efficace su tutti i soggetti. Il vecchio rimedio dei nonni è l’olio di ricino (soprattutto se i nonni erano pelati vestiti di scuro), ma pare avere un’efficacia per lo più aneddotica e non confermata da studi rigorosi. La strategia migliore (a parte quella della tensione) consiste nel limitare le possibilità di contagio riducendo al minimo il contatto con il mondo esterno: uscite poco di casa, limitate l’uso della tv ai soli programmi inclusi nel disciplinare allegato e diffidate dai social. Soprattutto, non fatevi prendere dal panico: con uno stile di vita moderato e alcuni semplici precauzioni è possibile ridurre al minimo il rischio di contagio. Nella maggior parte dei casi è infatti sufficiente chiudere gli occhi e voltarsi dall’altra parte.  

SDS#138 – ELEZIONI A OROLOGERIA

È sempre così: tutte le volte che arrestano un politico c’è sempre, guarda caso, un appuntamento elettorale alle porte! È ora di basta con queste elezioni dal tempismo sospetto! E una volta le amministrative, e una volta le regionali al nord, e poi al sud, e le suppletive del Senato, e il rinnovo del Parlamento, e poi le Europee ma insomma, un pòro politico quanno cazzo deve rubà? Qua tra un’elezione e l’altra se passano du mesi è grasso che cola! Cioè, uno se fa il mazzo-la campagna elettorale-gli slogan-i programmi e poi pe’ fasse corrompe je restano sì e no du settimane utili in tutto? Ma che è na cosa da mondo civile questa? Ma stabiliamo delle regole, porcaccia miseria! Che poi ormai tutto è coruzzione: prendi cinquantamila da un imprenditore pe’ faje un po’ de favori e sei corotto? E quindi che mo uno deve fa’ lavorà un imprenditore gratis? E la ridistribuzione der reddito e tutte quelle cose de cui se riempie la bocca la sinistra? Ma te pare che a fronte de trentamilioni de lavori un politico non se pò comprà manco un suvvetto novo? Na barchetta? Ma che ve credete che sti voti se comprano da soli? Guardate che quarcuno i sordi ce li deve mette, sennò finisce che dovete tornà a votà la gente in base ar programma! E poi metteteve nei panni de un politico giovane, ancora inesperto, che non sa bene come funziona quel mondo: è chiaro che poi non c’è ricambio della classe dirigente, co ‘sto casino solo un politico navigato è in grado de rubà nelle pause dell’appuntamenti elettorali! E manco loro ce riescono sempre, figuramose un neoeletto. No, così non se pò annà avanti, servono regole precise: delle fasce corruzione. Famo come i mondiali, tutte le elezioni ogni quattro anni e armeno l’altri tre er politico ruba tranquillo senza st’assillo der voto sur collo! Oppure famo dei Corruption Day, li avemo fatti pe’ ogni cazzata, ciavemo perfino gli Stati Generali daa Natalità perché non potemo fa gli Stati particolari daa Coruzzione? Pensa che bello, un grosso appuntamento annuale in cui se discuotono le mejo strategie pe fasse corompe! È mejo la bustarella classica o è ora d’ammordenasse e aprisse un conto cifrato in bitcoin? Er giudice è mejo circuillo o sputtanallo sui giornali? E se non porta i pedalini celesti? Dimettese è obbligatorio o facortativo? E soprattutto, posso continuà a rubà dopo le dimissioni? Ma poi scusa, perché la P.IVA c’ha er forfettone e la corruzione no? Stabilimo na soglia, che ne so 100k euro. Sopra c’hai tutti l’adempimenti der corruttore standard, il processo, l’appello eccetera. Sotto te candidamo direttamente al Parlamento senza che fai tutta la trafila! Oddio forse i politici sarebbero più felici der contrario ma insomma non se pò continuà co’ sta giungla. O quanto meno a sto punto completamo la Riforma Cartabia, in modo che diventi definitivamente la riforma Cartabianca.

SDS#137 – È LA STAMPA BELL—

Caro direttore,  sta settimana è uscito er report aggiornato sulla libertà de stampa e noi giù de 5 posizioni. È peggiorato pure er punteggio assoluto e io proprio non me lo spiego: adesso siamo diventati l’unica macchietta arancione in tutta l’Europa occidentale, prima de noi ce so’ Tonga, Fiji e Armenia. Ma te rendi conto direttore, c’hanno paragonato all’Armenia? Ce trattano come gli africani, vabbè l’armeni non so’ africani ma se semo capiti, direttò. Non capisco, io me metto là e ve leggo tutte le mattine e me pare che va tutto bene, anzi moooolto mejo der passato: prima era tutto un profluvio d’aresti, avvisi de garanzia, intercettazioni che te facevano accapponà la pelle, mo invece me pare tutto tranquillo. Vero ce sta ‘sta guera che parte dall’Ucraina e arriva fino a Gerusalemme, passando dai pacifisti attraverso l’ONU e il governo iraniano arriva a un prete in periferia che ripete gli slogan der Vaticano, ma tutto sommato stamo a vince quindi non me sembra un gran problema.  Capisco che un piccolo problema de informazione c’è: ‘sti universitari infojati se so’ impossessati delle radio, dei telegiornali, controllano i giornali e le tv, ma quando hanno preteso de decide perfino chi doveva parlà in facoltà me pare che l’avemo rimessi ar posto loro. Pure sta dittatura comunista che ha governato er paese pe settant’anni è finita, adesso ci abbiamo questo governo di sinistra moderata della Meloni che me sembra molto meno ideologico de quelli der passato; certo abbiamo ancora il 25 aprile e il primo maggio eccetera ma vabbè.  Sì è ver… aspettate che chiudo la finestra che qua fuori c’è un casino! Casino… so’ quattri ragazzetti che urlano non se capisce manco che dicono: stop ar genotipo, ar genoano, forse è stop ar geroglifico, vabbè ho chiuso così non ce disturbano. Dicevamo, si è vero, ci abbiamo avuto pure er problema de questi propagandisti dell’odio ma me pare che fra arresti, cancellazioni de conferenze e divieti de ingresso nell’area Schengen se semo difesi alla grande dalla disinformazione. Avemo fatto arestà pure quell’antri de ultima generazion— aspè, forse quelli fòri dalla finestra urlavano “stop generazione!”, spè che controllo… No, non se capisce ma non è ultima generazione, però ce so’ delle bandiere poiù o meno che c’hanno li stessi colori nostri. Boh! Insomma direttore, io proprio non me lo spiego questo declassamento: non sarà che i poteri forti che odiano l’occidente si sono impossessati pure delle classifiche sulla libertà de stampa? La prego, mi illumini perché io veramente non capisco.

SDS#136 – COMMA ’24

Piccolo decalogo di nuove regole per sopravvivere nel mondo contemporaneo dove la logica elementare di un qualunque discorso è diventata un optional. È legittimo dire che con la Russia si deve trattare, ma chiunque lo dirà verrà considerato filoputin e traditore dell’Occidente. È legittimo criticare Israele, ma se lo fai sei antisemita. Lo stesso principio si applica a Parenzo, Molinari, eccetera. Se pensi che Marx e Hitler non siano paragonabili sei come Hitler. Se non equipari fascismo e comunismo sei revisionista. L’unico modo di non essere revisionisti è il revisionismo della storia per farlo coincidere con la nostra attualità strategica. Esempi: Erdogan è autocrate feroce e alleato strategico nella santa alleanza contro le feroci autocrazie.Lettori di Kant con le svasticheBandera partigiano  L’Occidente si può criticare, ma se lo critichi sei amico dell’Iran. Il modo giusto per criticare l’Occidente è parlare prima male dell’Iran, della Russia, della Cina e dei nemici dell’Occidente, fermandosi al prima. Si può essere pacifisti, ma se chiedi la pace non sei pacifista. Noi siamo favorevoli alla pace nel mondo. Chiunque non sia nostro alleato è inferiore e molto somigliante a Hitler. L’unico modo autentico di essere antifascista è criticare gli antifascisti. Si può protestare contro il Potere e contestarlo, ma se la protesta avrà successo verrà considerata come attentato eversivo alla democrazia. Le uniche manifestazioni democratiche sono quelle che non intaccano in nessun modo la situazione reale. Una manifestazione, per essere realmente democratica, deve essere inutile. Puoi criticare i ricchi, ma se lo fai hai l’invida sociale. La nostra idea di meritocrazia è che se hai successo è perché te lo sei meritato. È il successo che sancisce il merito, non il contrario. Le scuole devono essere meritocratiche. Per essere davvero meritocratiche dovrebbero escludere disabili, migranti e altri categorie svantaggiate. Una scuola che aiuta i deboli ostacola la reale meritocrazia, in cui le risorse personali dei singoli fanno la differenza. La democrazia è l’unico valore fondante dell’Occidente, non possiamo permettervi di svilirlo votando. Ma, non potendo impedirvi di votare, renderemo inutile il vostro voto.

SDS#135 – ER DAVIF

Pure sta settimana è scattato puntuale er Davif. Er Davif è un meccanismo messo a punto da sto governo che scatta nei momenti de difficoltà. Davif è un acronimo che sta pe: Dispositivo Automatico de VIttimmismo Fascista.  Non lo possiamo considerà proprio un’invenzione, è più na capacità innata dell’attuale classe dirigente; in un certo senso, non lo fanno manco apposta come dice er nome è proprio un meccanismo de autoconservazione che je scatta in automatico. Tutto er processo che prevede l’attivarazione der Davif consiste de tre fasi. Nella fase uno, er politico, l’aspirante gerarchetto o er sottopanza de turno fa la cazzata nostargica: braccio anchilosito, citazionismo ducesco, censura, intimidazioni, po’ esse quello che te pare.Nella fase due quarcuno se ne accorge, lo fa notà e prevedibilmente scoppia la polemica. Nella fase due de solito la classe dirigente s’accorge che quella che je sembrava na genialata o ar più goliardata ar gusto de cinghiamattanza in realtà è quello che è: na roba indegna de un paese civile. Poi c’è la fase tre e se attiva er vero e proprio meccanismo automatico: iniziano a piagne (a volte c’è na fase due e mezzo in cui provano a buttalla in caciara ma de solito dura un quarto d’ora e non funziona mai; a quer punto arriva er senso de pericolo e scatta er davif). Perché io ma veramente vi credete che io? Io da piccola mi discriminavano, io una con la mia storia perché provateci voi in un paese come il nostro ad averci la mia storia fasc… No, aspè è venuta male questa la rifacciamo. No dico io provateci voi una storia controcorrente in un paese dominato dalla dittatura intellettuale e politica della sinistra, ce l’avete presente crescere negli anni settanta? Eh, manco io, io so’ cresciuta ner pieno dell’epopea berlusconiana, aspè… A Ignà, ma allora perché ce discriminavano? Perché semo fasc… No! No! No, è un complotto, questi se fanno censurà per poi accusacce de esse censurati. Eccerto, e pensi che non noi te censuramo solo perché voi fa un monologo in tv? Ah ah ah (risata nervosa). Ecco, guardate qua che scrive sto pezzodemmerda, ma che censura, ecco, leggeteve er testo, ecco, vedete quanto so’ democratica. In televisione no, ve lo leggo addirittura io sulla pagina facebook mia, io che mi discriminavano da piccola, no questo l’ho già detto. Un po’ tipo er violento de turno che se lamenta che lui porello non voleva fa’ niente, è che è proprio stato costretto ad ammazzà de botte la moje. Lui è un pezzo de pane, è gentile, è quella stronza che fa de tutto pe fasse menà. A quei violenti là però de solito non ce sta attorno mezza stampa italiana a faje la ola (oddio certi ce provano pure co’ loro) e quarche rara vorta capita pure che se levano dar cazzo da soli co’ un colpo de pistola. Questi non ce pensano proprio.

SDS#134 – PRESENTGRAM

All’inizio della settimana volevo scrive de Giulietta, o mejo der fatto che ner 2024 ancora quarcuno se stupisce de chi reinterpreta a modo suo er testo de Shakespeare (che in 400 anni davero non l’ha fatto mai nessuno!). Poi diciamo che so’ successe un po’ de altre cosette secondarie, tipo un antro passo verso la terza guerra mondiale, che penso sempre per fortuna che la guerra non se decide ancora su twitter sennò s’eravamo già estinti da du anni. Poi ce so’ i morti ner mediterraneo mentre noi europei discutemo der modo migliore pe’ tenelli fori da casa nostra, e i morti de casa nostra sur lavoro mentre er segretario della CISL se batte contro l’articolo 18. Eccetera. Che uno davero manco je la fa a sta dietro a tutto.  Ecco, io se rinasco vojo esse l’impermeabile de Gramellini, perché sicuro ce deve esse un impermeabile magico che protegge Gram dar mondo pe permetteje de concetrasse sulle cazzate tipo er colore della pelle dell’attrice che interpreta Giulietta. Così sta settimana me so’ sottoposto volontariamente a un esperimento scientifico per il bene dell’umanità: me so’ letto i caffè de Gramellini, giorno pe’ giorno. DISCLAIMER: NON PROVATE A FARE QUESTO ESPERIMENTO A CASA! (Se ho twittato poco ‘sta settimana mo sapete er perché: me stavo a ripià dopo i tre minuti quotidiani de esposizioni a Gramellini). I grandi temi della settimana: Giulietta, i vecchi che odiano i regazzini che giocano, i SUV guidati sotto stupefacenti, Paola Gassman.E poi er pezzo definitivo: la cover der cellulare de Fedez. Cioè no un pezzo su Fedez, manco un pezzo sur cellulare de Fedez, un pezzo sulla cover der cellulare de Fedez. E lì, usando le parole stesse Gramellini, c’ho avuto l’illuminazione: e se er caffè de Gram non significasse proprio niente? Er vero mistero è come un giornale j’abbia dato una rubrica sur Coriere e una parte dell’opinione pubblica (de sinistra) abbia potuto trasformarlo in un campione der progressismo, quando è evidente che se tratta de un giuggiolone goliardico. Ecco, io a qua avrei usato cojone ma sto ancora in trasfert. Però ho capito: Gram e Fedez so’ la stessa persona, Gram è er vecchio che se lamenta dei ragazzini, la profondità non va oltre quer pavimento de linoleum. O forse è solo che ancora non ho smaltito i postumi dell’esperimento, forse me serve un antro caffè vero. Ma voi mette cercà de capì er mondo quando te puoi concentrà sulle cortellate tra ragazzine alla fermata dell’autobus?

SDS#133 – CIRCO DELMASTRUM

Sta settimana c’è stata pure la polemichetta se i fascisti se pònno menà o pure no; polemichetta che il governo ha cercato subito de spegne spiegandoce che so’ in grado de menasse da soli. De mezzo c’è sempre Delmastro, che ricordamolo è sottogretario alla Giustizia e alla Linea Comica della Governo. Aveva esordito subito cor siparietto co’ Donzelli dei coinquilini cojoni che se scambiano informazioni compromettenti, un po’ tipo Friends all’amatriciana.Poi è stata la vorta dello spaghetti western a mezzanotte, co’ Pozzolo protagonista e er nostro che stavolta se limitava ar personaggio che non sapeva un cazzo, non c’era e se c’era dormiva o ar massimo annava a buttà la monnezza. Dopo sti ruoli da spalla finarmente è protagonista in un nuovo poliziottesco in salsa Biellese: quelli della scorta che lo reggono mentre vole pistà de botte er candidato sindaco der partito suo; o armeno così dicono le recensioni dei giornali (le trovate alla pagina cinema). Vedi qua un antro po’ e noi non servimo a un cazzo: se non ce fosse la devastazione dovunque te giri sarebbe da sedesse ar bar a fasse l’aperitivo brindando ar momento in cui inizieranno a piasse a pizze in faccia da soli, risolvendo ogni dubbio amletico ar riguardo. Delmastro pare che s’è incazzato perché sto candidato sindaco ha fatto na cosa scandalosa: na nomina politica. Mo dopo le minipistole, i costumi da Minnie, i capiscorta co’ nomi che manco nella seria su Escobar, ma che davero mo ve volete mette pure a fa politica? Ma io dico cioè tu nomini un revisore dei conti de una banca locale der biellese e non dici niente a Delmastro? Cioè e la catena de comando? Ma mo metti caso che viene fuori che questo, putacaso, è na persona onesta o non è parente de nessuno, chi se la pia la responsabilità? Ma poi a parte er profilo è l’insubordinazione, qua me se scardina la gerarchia, qua rischiano de annà in fumo ottant’anni de duro lavoro de idealizzazione dei gerarchi, no cioè, volevo di’ gerarchia. La gerarchia è in pericolo, l’idealizzazione dei gerarchi procede alla grande. E quale sarà er prossimo episodio: un duello all’arma bianca tra du assessori co Delmastro che fa da giudice? Er deputato X che fa le sfiammate dar sedere co’ Delmastro che regge l’accendino? Fitto che fa lapdance alla Montaruli co’ Delmastro che fa il palo? Non quel palo! Ormai è un circo, la situazione ormai è tarmente grave (ma seria mai), che perfino Renzi è intervenuto pe’ di’ a Delmastro de fa meno er pajaccio. Delmastro a quer punto l’ha querelato, così pe’ scambiasse i ruoli dei personaggi e creà un antro po’ de confusione. Poi, sempre pe’ restà in tema circo, quelli de Fdi j’hanno mannato (a Matteo) un dromedario a na presentazione der libro suo. Mo non so Renzi ha querelato er dromedario. Sarebbe un peccato, perché fra tutti me pare l’unico personaggio dignitoso.