SDS#247 – FRATELLO UCRAINO, SORELLA RUSSA

Tutte le volte che metti un “liberale” davanti al cortocircuito in cui denunciano i crimini del governo russo e, al più, mimano la strategia dell’opossum davanti a quelli del governo israeliano… la reazione pavloviana è sempre la stessa: sì, però la Russia è una dittatura. E non è solo la risposta dello scemo de turno sui social, pure quelli studiati, pure er giornalista che parla de bancherotte morali, pure er politico.
Sì però la Russia è na dittatura.
E allora io me so’ immaginato come sarebbero andate le cose in questi anni se, al contrario, la Russia fosse stata una democrazia. Me immagino ‘sti soldati russi democratici che attaccano l’Ucraina con quell’esuberanza tipica degli stati democratici!

Fratello Ucraino! Come stai? Noi ti stiamo bombardando ma tranquillo che prima abbiamo votato! Il presidente regolarmente eletto ha firmato sia l’ordine esecutivo che le bombe, proprio a sancire che è un processo che ha coinvolto tutto il corpo elettorale! Ma pensa che culo che hai avuto, fratello ucraino, che a bombardarti è un paese democratico! Che a quest’ora se eravamo una dittatura oltre a te avremmo dovuto ammazzare pure qualche oppositore dei nostri, invece così hai la garanzia che noi ammazziamo solo te! È un bel risparmio di morti, fratello ucraino, non credi? Pensa che barbarie se ogni dieci dei tuoi figli morti dovessimo ammazzarne anche uno dei nostri! O farli precipitare dalle finestre! O magari anche solo arrestarli per aver provato a protestare!
Noi invece, fratello ucraino, siamo democratici e abbiamo tutto un metodo democratico per gestire il dissenso interno, i nostri figli noi non li ammazziamo mica, ammazziamo solo i tuoi. Questa si chiama civiltà, fratello ucraino, e noi te la stiamo portando con le bombe.
Fra un po’ si vota e sai qual è il bello della democrazia? Che tutti i candidati sono a favore della guerra! È questa la vera forza di una democrazia, fratello ucraino, da noi puoi votare serenamente sapendo che le cose davvero importanti non saranno messe in pericolo dal voto. Non funziona come in una dittatura dove una posizione politica può costarti la vita o la prigione. Perché qui da noi i principi base, come la libertà di espressione o il sacro diritto di difendere i nostri interessi a scapito delle vostre vite, sono condivisi da tutti! E se non capisci la differenza, fratello ucraino, il problema è tuo. Non vedi la fortuna, la bellezza, oserei dire il privilegio di essere massacrato da una bomba che ha attraversato tutta la filiera democratica e prima di pioverti sulla testa è stata legittimata dal popolo?

Che poi invece nella realtà me immagino che ner dopoguerra, perché un dopoguera prima o poi ariva sempre, ner dopoguerra il russo medio della strada dirà: ma noi mica la volevamo la guera, noi ciavevamo la dittatura, noi se protestavamo contro la guera ci arestavano. E pe’ quarcuno magari sarà vero, pe’ quarcun altro sarà solo un alibi, ma un alibi possibile.
Quello che non me riesco a immaginà, invece, è che scusa ce inventeremo noi.

 
 
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