Conosciamo Carlo Calenda (combinatoriamente compitabile come cacarellando): Carletto comincia con comparsate cinematografiche con Comencini, celebre cineasta coi controcosi casualmente consanguineo.
Comunque, crescendo combina casini considerevoli: consuma cannabis, canna corsi con conseguenze curricolari considerevoli, concupisce (conoscendola carnalmente) collaboratrice che coadiuva coniugi Calenda, con cui concepisce creatura. Che cavolo! Calmati! Carlo capisce, cambia carattere.
Concluso college, comincia collaborazione col Capo Confindustria come cagnolino condiscendente (causa conoscenze casalinghe che chiedono cortesia clientelare); compagnia che Cordero conferma candidandolo col centro civico: colleziona cocente capitombolo. Cestinato come candidato, Carletto comunque ci crede.
Conosce così colui che comanda coalizione centrosinistra, che chiameremo Capo Clown: codesto ceffo considera Carletto, cui conferisce cariche considerevoli (considerato confuso curriculum), capace.
Convintosi competente (cosa che – chiaramente – considera come certa, cristallina), Carletto ci crede così ciecamente che concepisce Capitale come corrispettivo commisurato con cotanta capacità: compete come candidato CEO! Che conclude? Cosette (chiamiamole così, come chiamiamo coccole certi cazzotti colossali).
Comunque continua, costruisce Centro Competente che cozza contro codesta, censurabile, caratteristica calendiana: considerare cojone chicchessia. Così cominciano contrasti, contrapposizioni, contese. Con chiunque: col capetto con cui condivideva con convinzione certi capricci centristi; coi collaboratori, coi candidati che capava con cura certosina (come Carfagna), col carroattrezzi causa contravvenzione, col condominio, col circondario, col cocomeraro. Che caciara!
Concluse catabasi, capisce che così conquisterà candidatura col… coso. Cerca contatti col campo comodo. Che circo! Come concluderà così catastrofica carriera?