SDS#217 – LETTERINA 2025

Caro Babbo Natale,

spero tu abbia i documenti in regola che per un immigrato come te oggi dovunque vai è un casino. A proposito, se vedi degli omini strani con la panza e la scritta ICE scappa, non è quello che pensi! Attento pure quando sorvoli l’Europa che se vedono un coso non identificato sui cieli NATO capace che te scambiano pe’ un drone russo, o sovietico, o comunista tanto ormai è tutto uguale.
Poi vajelo a spiegà che te vestì de rosso perché c’hai un contratto con la Coca Cola!
Quest’anno sui regali scrivici sopra regalo che forse così ti eviti i dazi. Però mi raccomando solo regali sopra i 150 euro sennò devi pagare 2 euro a pacco di tassa e finisci rovinato proprio la notte della vigilia non mi pare una cosa molto natalizia.

Qui iniziano a succedere delle cose strane, che io non capisco tanto bene ma forse perché sono un bambino piccolo: tipo gli europeisti che dicono che per diventare più indipendenti dagli USA dobbiamo comprare più armi USA. Io ho provato a dire alla mamma che mi servono più caramelle per sconfiggere la carie ma non mi ha ascoltato, secondo me non è tanto europeista. Adesso scrivo alla vicepresidenza europea e la denuncio come infiltrata pacifista putiniana anticaramellista!
Poi un’altra cosa che non ho capito è perché abbiamo i fascisti al comando in mezza Europa ma tutti gridano all’allarme comunismo. Se glielo fai notare ti rispondono che gli altri paesi sono molto più avanti di noi col fascismo e non possiamo permetterci di arrivare secondi! Io ho provato ad adottare questa tecnica a scuola con Giorgio ma mi sa che neanche la maestra è molto europeista. Adesso scrivo a Netanyahu per dirgli che c’è un tunnel di Hamas sotto la scuola e gli chiedo se può bombardarcela durante le vacanze natalizie.

Però abbiamo una grande gioia che adesso la cucina italiana è patrimonio immateriale dell’umanità: io ho chiesto a papà che significa e lui mi ha spiegato che è perché ormai per magnà qualcosa de decente ce vole un patrimonio: dice che è un grande successo der governo. Però io non ho capito bene e gli ho chiesto che significa patrimonio immateriale e lui mi ha detto: è tipo er nostro. Allora io gli ho detto Ma perché papà noi abbiamo un patrimonio? No, appunto. Noi siamo pieni de patrimoni immateriali, dice papà.
Noi come patrimonio immateriale ci abbiamo l’arte del “pizzaiuolo”, la dieta mediterranea e adesso anche la cucina italiana ma secondo me fra un po’ all’Unesco se ne accorgono che je stamo a far er gioco delle tre carte e la pizza c’ha più riconoscimenti culturali der Colosseo.
Poi ci abbiamo l’alpinismo, la transumanza che è così patrimonio che Mentana l’applica pure alle persone ma solo se un po’ scurette, la falconeria, la Perdonanza Celestiniana, che è patrimonio perché Celestino è stato uno dei pochi italiani a dimettersi da un incarico di governo.
Poi è patrimonio anche l’arte delle perle di vetro, dei liutai, dei suonatori del corno da caccia e pure l’arte dei muretti a secco. Ma il nostro paese è ricco di tradizioni e io penso che nei prossimi anni l’Unesco dovrebbe riconoscere altri patrimoni bistrattati: l’arte del lancio del sampietrino, il caffè lungo al vetro macchiato freddo con latte di soia, lo scaricabarile, la burocrazia e la mafia. La mafia è un prodotto culturale che abbiamo esportato in tutto il mondo e spesso non ci hanno manco pagato i diritti, o almeno il pizzo.

Va bene ma queste sono cose nostre che non ti riguardano a te come Babbo Natale che invece ti devi occupare dei regali. Io vorrei un trenino, però che arriva in orar… no aspetta così mi sembra un regalo fascista. Vabbè lascia stare che il trenino in ritardo me lo porta già Salvini. Il carrarmato me lo porta la UE, i soldatini invece glieli regaliamo noi, Crosetto vuole fare il servizio militare obbligatorio volontario, che anche questa è una cosa che da bambino piccolo non capisco molto ma papà stavolta ha detto Ce rinuncio, questa non la capisco manco io. Non portarmi neanche libri fantasy o con storie inventate che per quello ho già l’abbonamento a Netflix e al Riformista. Direi che sono un bambino fortunato perché ho quasi tutto e nessuno vuole bombardarmi perché ci sono le cantine sotto al palazzo o il vicino è stronzo.

Se riesci portaci degli infermieri che ne abbiamo bisogno. Lo so che non si trattano le persone come pacchi ma io posso offrirti in cambio un Burioni e un Bassetti. Nel senso che se ci porti gli infermieri noi facciamo il sacrificio di tenerceli, mi pare uno scambio equo.
Poi visto che tutti parlano di armi ho pensato che un’arma che potrebbe essere utile è il boomerang: portaci dei missili boomerang che colpiscono chi li lancia. Secondo me con le armi boomerang le guerre durerebbero molto meno, strano che nessuno ci abbia pensato.
Portaci anche dei sentimenti boomerang: fa’ che chi odia i poveri diventi povero così la mattina si guarda allo specchio, si odia da solo e a noi ci risparmia un sacco di fatica; che chi affama provi la fame, chi tormenta venga tormentato, chi giustizia venga giustiziato.
Lo so che scritto così sembra un po’ la legge del taglione ma io preferisco chiamarla karma; forse non è molto sofisticata ma l’alternativa sarebbe una giustizia che funziona e io non credo che tu sia specializzato pure in miracoli. In quel caso portaci: un tribunale per i criminali di guerra, una pace degna di questo nome e una vaschetta di gelato gigante cioccolato e caramello salato, che serve pure un po’ di gioia per fare la rivoluzione. Quella sarebbe bello ce la regalassi ma se non la facciamo da soli non serve a niente.

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