Donald, diventato dominus della democrazia di debordanti dimensioni, desumo decida deliberatamente di distruggerla dal di dentro: difatti designa dei deficienti diversamente dotati, dandogli dei dicasteri determinanti: difesa, diplomazia, doge (dove dopato direttore danaroso, dannatamente danaroso, disintegra diversi dipartimenti decimandone dipendenti, decurtando dotazioni, dando dannose direttive; deluso, decide di dimettersi dopo divergenze, donandoci dissing divertentissimi, drama degni di due disadattati dispettosi).
Desecreta decine di documenti dal dossier del depravato defloratore di dodicenni, debitamente depennati dei dati dei deviati discepoli della ditta di debosciati (diversamente, dettagli delle disgraziate donne deturpate disseminati dappertutto). Dalla diffusione del dossier derivano doverose dimissioni di distinti diplomatici.
Dopo distribuisce dazi, direi decisi dai dadi: dice dodici, dopo diventa duecento, dopodiché demoralizzato dai dinieghi, demorde… diminuisce: diciotto, diciassette… due! Da domani due! dopodomani… dipende!
Decide di debellare delinquenza domestica derivante – dice Donald – da dannati drug dealers di dubbia discendenza. Divisioni di detective disumani devastano distretti democratici: Documenti! Documenti! Da dove dipartite? Dietrofront! Deportano disgraziati desumendone diritto di domicilio dal dialetto. Due dimostranti (disarmati) decedono durante disordini.
Dopodiché diventa difensore disinteressato dei disgraziati, dovunque dimorino. Di detto disinteresse, diciamolo distintamente, dubitiamo: dove decide di destinare dette discutibili difese? Dove discerne disponibilità di diesel, di depositi dispersi difficilmente disponibili (disprosio)! Dapprima depreda dense dotazioni dei dintorni, dopodiché desidera dei dominii dai danesi (dovessero darglieli, donerebbe dei denari), discute di donaldizzare dirimpettai…
Dal diario digitale dedicato (dove detiene diritto di digitare) diffonde deliri disorganizzati: dileggia, deride detrattori, dà dichiarazioni disdicevoli, distorce dinamiche documentate. Dicesi degno di Diploma (delineato dal designer della dinamite) di distensore di duelli.
Dichiara di dover decapitare depalhavizzatori (dipendenti dal diritto divino) desiderosi di dotarsi di dispositivi detonanti della dottrina della deterrenza, dicendo di dover difendere – da detti dittatori – dissidenti deliziati dai doni deflagranti di Donald. Dalla disputa deriva durissimo divieto: dominando direttrice determinante della distribuzione, despoti dispongono dogana. Distributori devono desistere dal dirigersi dappresso. Dopo decine di D-Day declamati, Donald desiste, deve digerire disastrosa debacle.
Deragliando definitivamente, debutta (dal divano del domicilio dirigenziale) dipinto da Dio; dopo disgustate dimostrazioni di dissenso, disquisirà di diffamanti dicerie dei disfattisti, dicendosi disegnato da dottore! Dei dottori dovrebbero davvero dedicarglisi!