Fra un po’ s’andrà a votà per il referendum sulla giustizia. Questa è una delle poche volte facili che se capisce che se voti sì significa sì e se voti no significa no. Quello che non se capisce è la domanda. Allora, premesso che io non so’ un costituzionalista, ho cercato de capicce quarcosa visto che poi er voto ar referendum non lo deve esprime er costituzionalista ma io come cittadino quindi provo a spiegavvelo pe’ come lo può capì una persona normale. Cioè, normale… uno come me.
Tralasciamo er fatto che era un chiodo fisso de Licio Gelli, e pure de Berlusconi. Ma vuoi mette come ciaveva a cuore er destino dei giudici Sirvio? No, no, ce teneva… ha dato più lavoro lui ai giudici che na banda de rapinatori, più de così che doveva fa?
Comunque sta riforma è tutta na roba tecnica su separazione delle cariere de giudici e dei pm co’ la creazione de due CSM separati. E er nodo principale è che ‘sti CSM vengono eletti a sorteggio, ma solo pe’ la parte che spetta ai giudici. La parte dei membri scelta dai politici è sempre a sorteggio ma da una lista speciale che fanno loro (non se capisce come, ma sta a fa caso). Che poi io non è che c’ho quarcosa in contrario ar sorteggio, anzi te direi quasi: ma allora applicamolo a tutto!
Sostituimo le elezioni co un bel sorteggio: lo so a te mo te pare una cazzata ma secondo te, statisticamente, quante possibilità ce so’ che se estrai 600 persone a caso viene fori un parlamento de scarcagnati peggio de quello de adesso? Sinceramente, quante possibilità ce so’ che su sessantamilioni de italiani peschi uno come Marattin? O Donzelli? Va bene tutto ma mica stamo a Disneyland. Mo non ho controllato le statistiche dei pregiudicati ma pure là non lo so mica se partimo svantaggiati.
Famo tutto a sorteggio, che ne so sorteggiamo pure li stipendi. Tu vai a lavorà in fabbrica ma non lo sai se te tocca lo stipendio da dirigente o da operaio, lo sorteggiamo. Aho secondo me funziona. So’ sicuro che i dirigenti non so’ d’accordo ma secondo me funziona!
Ma lasciamo perde pure questo: a parte tutti l’aspetti tecnici a me er punto veramente, ma veramente importante, su cui non so’ riuscito a trovà na risposta chiara da nessuna parte è questo: ma a che serve ‘sta riforma della giustizia?
Mo er comitato der sì dice che serve a garantì l’indipendenza dei giudici da se stessi. Er comitato der no dice che invece serve per limità l’indipendenza dei giudici e metteli sotto ar controllo della politica. C’hanno fatto pure un manifesto, e quelli der sì se so’ incazzati.
E fino a qua uno dice tutto normale è la dialettica politica all’italiana. Se non fosse che poi ogni vorta che un giudice prende una decisione che va contro le politiche der governo, er governo che la riforma l’ha scritta e la sostiene te dice: Se passa er sì questo non succederà più: sull’immigrazione, sui decreti de espulsione, pure sulla casa ner bosco! Allora qua me pare che le cose so’ due. O ciaveva ragione er manifesto e l’obiettivo è veramente mette i giudici sotto controllo politico oppure… Oppure pensi che io so’ tarmente scemo che pe votà sì me devi raccontà la balla che la riforma serve a controllà i giudici pe nascondeme l’obiettivo vero che è rendeli indipendenti. Che io vabbè, sarò pure scemo, ma no fino a questo punto.