SDS#169 – LETTERINA A BABBO NATALE 2024

Caro Babbo Natale, io penso che le letterine tu non te le smazzi tutte da solo ma tieni una redazione tipo Repubblica che le legge al posto tuo e fa casino, sennò non si spiega.
Io l’anno scorso ti avevo chiesto se nel 2024 facevi finire questa cosa orribile dei bambini sotto le bombe, ma io intendevo che dovevano finire le bombe, non i bambini. Adesso che lo sai vedi di correggere il tiro (delle bombe, che così se non altro colpiscono a vuoto).
Poi ti avevo chiesto pure di risolvere quest’anomalia post-fascista della Meloni al governo; in effetti devo dire che, se guardo in giro per il mondo, non è più un’anomalia: ma non mi sembra un grosso miglioramento! È come se per far arrivare un treno in orario lo fai partire prima!
Io ti avevo scritto pure che vista la situazione ci serviva un’opposizione coi superpoteri ma tu, di tutti i superpoteri disponibili nei fumetti di supereroi, gli dovevi dare proprio l’invisibilità? Ma possiamo andare in giro a spargere borotalco per vedere dove sta?
L’altra cosa che ti avevo chiesto è di mettere una pezza a questa storia dell’informazione spazzatura dei giornali e delle tv e su questo mi hai ascoltato: adesso c’è solo la spazzatura, almeno uno evita di fare confusione e di farsi delle illusioni.
Visto come è andata quest’anno non lo so se è il caso di chiederti qualcosa per l’anno nuovo, ma ci provo: come prima cosa ti chiedo di cambiare redazione: non è che Molinari adesso lavora da te? Magari si nasconde, ma per scoprirlo ecco un semplice test:
Metti tutti i folletti in fila e inizia a prenderli a schiaffi, senza spiegazioni, uno alla volta. Se uno inizia a piangere e dice che è un attacco antisemita, è Molinari! Licenzialo! Se invece ti dicono che sei stronzo è normale, non si picchiano i folletti a buffo!
Sta attento, quando arrivi, che è entrato in vigore il nuovo codice della strada e secondo me la slitta è tipo un monopattino grosso quindi ti devi mettere il casco. E spiega ai folletti che non se possono fa’ le canne manco una settimana prima della partenza.
Ai politici porta dei giochi di guerra che sto periodo stanno in fissa ma magari così si distraggono da quella vera. Mi raccomando, non più di quello; guarda l’anno scorso che è successo per una pistola giocattolo, direi che non puoi andare oltre il livello superliquidator.
Quest’anno ti avrei chiesto di fare un regalo anche ai nostri ministri, ma quelli se lo sono fatti da soli e si sono aumentati lo stipendio, direi che può bastare così. Per la povera pensionata comune invece niente, vedi se almeno riesci a farla ministra per un paio di mesi!
A noi altri invece portaci un’armatura. Se proprio le cose devono andare in questo modo e non c’è verso di farle andare diversamente (e pare proprio che non ci sia), almeno portaci un’armatura indistruttibile tipo quella dei cavalieri dello Zodiaco.
Una cosa capace di resistere alle bombe, alle radiazioni, alle cacche dei piccioni e alle cattiverie tutte di questo mondo. Un’armatura per difenderci che quando vai al lavoro sei sicuro di tornare a casa con tutti gli arti attaccati.
Deve essere una cosa che serve per sopravvivere e andare avanti, ma una roba figa tipo quella di Iron Man, che se ce la facciamo noi da soli è più facile che viene fuori con la visiera di cartone come quella di Don Chisciotte.
Ma soprattutto deve essere un’armatura resistente allo schifo, che tutto lo schifo e l’odio che circolano oggi ti si attaccano addosso e non se ne vanno via manco con la doccia. Ti entrano dentro, ti infettano, e ti fanno ammalare di schifo.
E quando ti ammali di schifo quello cresce come una colla e ti diventano i piedi appiccicosi che per fare un passo ci vuole un quarto d’ora, gli occhi cisposi, le mani di vinavil, pure la bocca ti si appiccicano le parole sulla lingua che ti passa perfino la voglia di parlare.
E quelli lo schifo te lo tirano addosso apposta, che dopo una certa quota di schifo diventi muto e muto ti vogliono. Che te ne stai lì concentrato sullo schifo tuo e se vedi un altro sommerso di schifo ti viene paura che a toccarlo ti attacchi pure la parte sua; e l’allontani.
E invece tu portarci quest’armatura magica che ci rende invincibili così possiamo surfare sopra a quest’alluvione di merda e ridere in faccia a quelli che ci vorrebbero disperati. E ci potranno tirare addosso tutto quello che vogliono che tanto noi abbiamo l’armatura.
Dev’essere inattaccabile e però mettici pure un punto di pressione segreto che non lo sa nessuno qual è, ma se uno lo preme ridiventiamo vulnerabili e ci ritroviamo a piangere dopo tre giorni per le cose più sceme, tipo come quando un ricordo ti prende di sorpresa.
Tipo quando stai lì che pieghi i maglioni da mettere nell’armadio, metti sui fornelli l’acqua per la pasta, fai la stessa strada di tutti i giorni o cammini in mezzo a un bosco e te lo ritrovi davanti, senza preavviso, quel ricordo là. E allora piangi, con tutta l’armatura.
Lasciacelo, questo buco, che è pericoloso ma altrimenti c’è il rischio che moriamo spavaldi senza manco ricordarci di essere stati vivi. E se un’armatura così non ce l’hai, portaci le lacrime che servono e la voglia di ridere e vedremo di farcele bastare.
Ci faremo un’armatura di cartone da noi, come Don Chisciotte; e annasperemo in questo mare tragico come meglio possiamo, sfideremo il cielo con un cavalluccio a dondolo e una spada di legno. Rimonteremo in sella e, lancia in resta, torneremo a farci rompere la testa.

SDS#166 – GRANDI MANOVRE

Sta settimana non è successo niente a parte due cosette senza importanza. 

La prima è che l’Occidente s’è improvvisamente accorto che Putin non c’ha solo le pale e i chip delle lavatrici ma pure i missiloni. Ma niente paura, Monsieur de Lapalisse ci ha garantito che non succederà niente almeno fino al giorno in cui non succederà, e comunque l’escalation è colpa dei pacifisti che gufavano sul rischio de escalation. Il modo migliore per evitare l’escalation è fischiettare. 

SDS#158 – GRAZIE, GRAZIELLA E OCCIDENTE

È ora di basta con questi intellettuali sinistri radical chic spocchiosi e saccenti! Noi non stamo qua pe rifà le stesse cose della sinistra: noi Gramsci l’avemo letto e cappottato. Basta coll’intellettuale organico, è per questo che c’hanno sempre la puzza sotto ar naso, perché l’organico puzza. Noi siamo l’intellettuale inorganico, riciclabile all’infinito (sapessi quante volte già se semo riciclati). Quello che un tempo era rifiuto della società grazie a noi rientra nel ciclo produttivo della Nazione come materiale da costruzione inerte.

SDS#134 – PRESENTGRAM

All’inizio della settimana volevo scrive de Giulietta, o mejo der fatto che ner 2024 ancora quarcuno se stupisce de chi reinterpreta a modo suo er testo de Shakespeare (che in 400 anni davero non l’ha fatto mai nessuno!). Poi diciamo che so’ successe un po’ de altre cosette secondarie, tipo un antro passo verso la terza guerra mondiale, che penso sempre per fortuna che la guerra non se decide ancora su twitter sennò s’eravamo già estinti da du anni. Poi ce so’ i morti ner mediterraneo mentre noi europei discutemo der modo migliore pe’ tenelli fori da casa nostra, e i morti de casa nostra sur lavoro mentre er segretario della CISL se batte contro l’articolo 18. Eccetera. Che uno davero manco je la fa a sta dietro a tutto.  Ecco, io se rinasco vojo esse l’impermeabile de Gramellini, perché sicuro ce deve esse un impermeabile magico che protegge Gram dar mondo pe permetteje de concetrasse sulle cazzate tipo er colore della pelle dell’attrice che interpreta Giulietta. Così sta settimana me so’ sottoposto volontariamente a un esperimento scientifico per il bene dell’umanità: me so’ letto i caffè de Gramellini, giorno pe’ giorno. DISCLAIMER: NON PROVATE A FARE QUESTO ESPERIMENTO A CASA! (Se ho twittato poco ‘sta settimana mo sapete er perché: me stavo a ripià dopo i tre minuti quotidiani de esposizioni a Gramellini). I grandi temi della settimana: Giulietta, i vecchi che odiano i regazzini che giocano, i SUV guidati sotto stupefacenti, Paola Gassman.E poi er pezzo definitivo: la cover der cellulare de Fedez. Cioè no un pezzo su Fedez, manco un pezzo sur cellulare de Fedez, un pezzo sulla cover der cellulare de Fedez. E lì, usando le parole stesse Gramellini, c’ho avuto l’illuminazione: e se er caffè de Gram non significasse proprio niente? Er vero mistero è come un giornale j’abbia dato una rubrica sur Coriere e una parte dell’opinione pubblica (de sinistra) abbia potuto trasformarlo in un campione der progressismo, quando è evidente che se tratta de un giuggiolone goliardico. Ecco, io a qua avrei usato cojone ma sto ancora in trasfert. Però ho capito: Gram e Fedez so’ la stessa persona, Gram è er vecchio che se lamenta dei ragazzini, la profondità non va oltre quer pavimento de linoleum. O forse è solo che ancora non ho smaltito i postumi dell’esperimento, forse me serve un antro caffè vero. Ma voi mette cercà de capì er mondo quando te puoi concentrà sulle cortellate tra ragazzine alla fermata dell’autobus?

SDS#123 – LA SECONDA GUERRA CIVILE AMERICANA

Mentre nella periferia dell’impero famo esercizi de neolingua e bipensiero per convincerci che  L’IGNORANZA È FORZAIL GENOCIDIO È DIFESALE VITTIME SONO I CARNEFICI di là dal mare, in quella terra di sogni e di chimere, va in onda uno show surreale. All’orizzonte le presidenziali, con due dei candidati più improbabili de sempre: i repubblicani, sempre se non lo mettono ar gabbio prima, candidano un vecchio che consijiava ai sudditi de curà er Covid co’ la varechina e ha già provato un corpo de Stato la prima volta, senza manco riuscicce. I democratici invece candidano un antro vecchio che parla coll’amici immaginari e manna le armi all’amici veri accusati de genocidio. Ma, per onestà, lo fa dicendoje ogni due per tre “brutti bricconcelli non se fa!”. Sempre se all’elezioni ciarivano, perché ner frattempo er Texas, secondo i trending topic der momento, ha eretto un muro de filo spinato a difesa dei confini patrii e contro l’invasione dei migranti. A quer punto Biden s’è incazzato e ne ha intimato lo smantellamento (a destra come fosse antani anche per lui). Er governatore ha risposto Provaci! e ha schierato in risposta la Guardia Nazionale contro l’esercito federale che dovrebbe annà a smantellà er muro. Così è intervenuto Trump co ‘n appello all’antri governatori pe’ difende er Texas dar marvagio Bidenstag. Ora in un paese normale i governatori l’avrebbero preso a cactus nelle gengive, invece pare che circa la metà l’hanno considerata un’idea intelligente e se so’ detti pronti a invià le rispettive guardie nazionali a difesa dei cowboys patriottici texani. Mo, visto che è coinvolto l’intero circo, la probabilità che finisca tutto in una pajacciata è altissima ma non levissima. Ormai io me aspetto quarsiasi cosa: i nazisti dell’Illinois che marciano sull’Arkansas alla vorta de Dallas. Chuck Norris riveste i panni der Walker Texas Ranger e distrugge a pugni i carriarmati federali, l’amico invisibile de Biden scavarca le linee nemiche e inizià a tajà la recinzione de filo spinato co’ un paio de forbicette per le unghie, fino a quando non se trova davanti na falange de suore antiabortiste addestrate a Gilead, e che quindi tifano Texas. Er Ku-Klux-Klan invece è un po’ indeciso, alla fine je stanno simpatici tutti e due li schieramenti, quindi fanno un po’ de qua e un po’ dellà. Disney è schierata Biden e sgancia due tonnellate de barbie-missili che seminano er gender tra le truppe confederate sarvate in extremis dall’arrivo dei maschi trattori degli agricoltori der Midwest, ai quali Biden reagisce minacciando l’uso dell’atomica. L’Alabama manna le bombole d’azoto avanzato, che non se sa mai a na certa magari tornano utili. Nei titoli de coda, a scanso de equivoci, appare la scritta  “QUESTA È COMUNQUE L’ALTERNATIVA MIGLIORE.TUTTE L’ALTRE L’AVEMO BOMBARDATE”

SDS#122 – BOMBA O NON BOMBA

Sto 2024 è iniziato un po’ complicato (ve risparmio i dettagli), capita che uno trascura quarcosa. Ieri la cucina sembrava un’istallazione d’arte moderna: allora ho preso e c’ho tirato sopra na bomba a mano. È stato un ber botto, tant’è che se n’è accorto pure er vicino de casa. Dice  ma che hai fatto?Aho, era un casino che non te puoi immaginà.Vabbè ma te pare er modo?Non hai capito, t’ho detto che c’era già casino!E adesso?E adesso cosaaaa? c’era casino! Io non te lo vorrei di’ ma sei tu che hai combinato quer casino.Ecco lo vedi? sempre a puntare il dito contro di me, non sai fare altro!Ma sei stato tu!E allora la cucina? tu sei anti-me! dico, per una volta, una, che faccio una cosa che me fa sentì pienamente occidentale! c’era un problema, c’ho tirato una bomba! scusa è quello che facciamo sempre, so’ trent’anni che risolviamo problemi con le bombe perché per la cucina mia mo non va bene? non sarai mica un nemico dell’occidente?Ma che c’entra?C’entra cazzo, la cucina era un casino! che poi io manco vorrei esse così occidentale, io ci ho provato pure a esse diverso, io vedo la gente sfruttata, vedo un senzatetto per strada ancora me viene il magone, c’ho sto magone antioccidentale, non me ne posso liberà con le bombe a mano? Te vuoi liberà der magone con le bombe a mano?No, dei senzatetto! ma guardali, guarda quanti soldi abbiamo speso tra donazioni, Caritas, onlus varie potevano diventare dei piccoli singapori e invece stanno ancora là a farmi venire il magone lo fanno apposta è colpa loro! Sempre che non te lo vorrei di’ ma, a parte che non me pare umano bombardalli, non credo che funziona.E quindi? dove sta il problema? guarda Biden che bombarda gli Houthi: dice sta a funzionà? no! continuamo? sì cazzo, noi siamo l’occidente, bombe! Ma almeno lui c’ha la scusa che gli Houthi so’ una minaccia!Questo lo dici solo perché non hai visto la mia cucina! io mi sentivo molto minacciato, se non agiamo saremo invasi da cucine da incubo e io non so’ Cannavacciuolo! ci stanno togliendo la libertà! io voglio la libertà! voglio andare a 195 all’ora in centro con un diesel euro menouno. cos’è questa società antioccidentale che mi impone il semaforo? lo capisci che se continuamo così sarò costretto a fermarmi se vedo un pedone che attraversa?Ma devi fermarti!Perché? è un pedone, non è neanche un senzatetto, lui è uno che il suv poteva comprarselo e invece no, ha deciso di impormi il suo pedonismo! basta imposizioni! io sono libero, perché non posso essere libero? che cos’hai contro la libertà? perché non posso cagare in ascensore? Be’, direi perché dopo lasci un casino!E se è un casino io ho le bombe a mano! e non me le risparmierò contro gente che non ha nemmeno i cessi!Veramente sei tu quello che caga in ascensore!Perché io il cesso ce l’ho, la mia è una scelta! e adesso basta, me ne vado a Lisbona!Ma mo perché Lisbona?Perché so’ libero, e poi so’ du anni che tutti vojono arivà a Lisbona ce sarà qualcosa de interessante da fa’ tu che dici?Che è mejo se ce vai senza bomba sennò t’arestano?Disfattista, bomba o non bomba, io ariverò a Lisbona, malgrado te!

SDS#119 – BOTTE DE CAPODANNO

Cari concittadine, cari concittadini, ve devo dà una brutta notizia: stamo nella merda! Ma non è questa la notizia: la notizia è che ormai ve piace! Ormai pare proprio che ce provate gusto. Ormai sete diventati specialisti: la infiocchetate, la condite, la viralizzate, sete capaci de plasmalla in qualsiasi forma: ciambella, pandoro, il Foglio; giornali, giornalisti, politici, sui politici ormai semo così specializzati che ce copiano in giro per il mondo. Ma non perdete le speranze, er segreto è la costanza, la prima cosa è abituasse. Pe’ quelli che ancora sentono quarche vaga differenza co’ la nutella, c’è tutta una serie di strategie de distrazione, così intanto che ve concentrate su altro. Er 2023 in questo è stato maestro: La prima strategia è l’unicornismo: te inventi nemici immaginari, li combatti e poi urli vittorioso per la loro sparizione.  Quest’anno nell’ordine avemo sconfitto: la carne sintetica, la farina de grilli, la minaccia anarchica! La wagner che ce mannava i migranti! I pirati! Avemo sconfitto i pirati co’ un tweet eroico de Crosetto! Le centraline della temperatura tarocche (grazie yaris); l’utero in affitto, i forestierismi der dispensatore de italianismi e gli scafisti in tutto il globo terracqueo (pe mo è ancora globo, ner 2024 chissà).   La seconda strategia è l’opposto: abbraccià la stronzata ma portalla a un livello tale da lasciatte a bocca aperta, e mentre stai a bocca aperta… ma stamo a parlà de virtuosismi che Piero Manzoni scansate, qua viene fòri la differenza tra un’Hoara qualunque e Danielona Santanchè. E pure in questo er 2023 ci ha regalato vette altissime: la Venere sfigurata a influencer cor cellulare e la pizza, la maserati in divieto de sosta e le murte accollate ai carabinieri. Roba che manco te viene voja de chiede le dimissioni pe paura de perdete certe perle. Qua ognuno ce mette der suo: er Ministro della Cultura che premia i libri che non legge, Ignazio Benito e la banda de pensionati, Lollo che ferma i treni che non arivano in orario, Donzelli che manna bevuto Delmastro sui documenti secretati, Pillon e la famija tradizionale der presepe.iambruno che dà la corpa a cappuccetto rosso per il lupo, a pinocchio pe’ er pescecane e alla bella addormentata pe le corna. Poi quella s’è svejata e Giambruno me sa che è finito a scaricà le pesche all’Esselunga insieme a Facci, ma qua già stamo a virà verso la terza strategia. La terza strategia è la vannaccitudine, cioè quella tendenza a sparà na vaccata totalmente filogovernativa, ma più estrema, e poi annà a piagne in tutti i giornali che non te fanno parlà pe’ corpa della canzelcultur e der complotto woke, ste femminucce che piagnono pe tutto! E poi succede na cosa strana: che er 7 ottobre scoppia un’antra guerra. E a quer punto er woke, secondo l’opinionisti nostrani, passa in un amen da ventre molle der gender a braccio violento della schwa. Mo all’improvviso so’ diventati amici dei terroristi, mo serve la canzelcurtur! Qua avemo proprio fatto er sarto de qualità della merda: non è che ce piace e basta, c’è er puro godimento, ormai proprio è estasi scatologica, perché ce vò davero coraggio a postà la foto de na ragazzina morta e strillà che è un bambolotto. E vabbè, la guera la sapete e sapete pure che tutto è tranne che na guerra: è semplicemente un massacro e me pare che ormai chi non l’ha visto è solo chi non lo voleva vedé, in una mezcla de razzismo, retorica da cavaliere nero, codice de Hammurabi e rutti da quindicenne.Epperò dicono che so’ de parte e non va bene: bisogna esse imparziali, ma che vor di’ esse imparziale se da na parte ce sta un esercito che spara a tutto quelle che se move e dall’altro ce stanno i ragazzini che morono pure se non se movono? Qual è la ricetta pe’ la moderazione? Stanno a morì 250 persone ar giorno, scusate, che ve potreste moderà un pochetto e ammazzanne solo 230? 235? Famo 240? Dai moderiamoci, lasciamo vivi armeno i bambini dentro le incubatrici? E pure voi giornalisti, eccheccazzo, possibile che ogni vorta che casca na bomba ve ce annate a ficcà sotto? Armeno levateve la pettorina, che è tutto st’esibizionismo? Allora ditelo che lo fate apposta a favve ammazzà pe mette in cattiva luce er nemico. Questo è giornalismo de parte!Eppure me parevo moderato: non sto a chiede nessuna controffensiva palestinese, non sto chiede l’invio delle armi, non spero che sfondino le recinzioni e attacchino, non spero che se sollevi la Cisgiordania e vada a rompe er culo ai coloni, io chiedo solo il cessate er fuoco. Ma mica solo la guerra, ormai la “moderazione” vale in ogni campo. Ciavemo er governo più a destra de sempre, il centro libberale che fa la ola, e tocca esse moderati. Er cambiamento climatico lo devi contrattà con quelli che ner Cambriano c’era più CO2 de oggi! Le discussioni sui femminicidi devono trovà un punto comune co’ quelli che discutono su come se deve comportà la sorella della vittima e l’accusano de satanismo. Quelle sull’immigrazione co’ chi pensa che deportà la gente in Albania, tutto sommato, non è una cattiva idea.  Ecco, care concittadine e cari concittadini, vojo dirvi che per il 2024 il mio contributo alla moderazione è che, se la pensate così, ve ne potete annà moderatamente affanculo. Però oh, me raccomando, fatelo co’ moderazione, non me deludete.

SDS#118 – TE PIACE ‘O PRESENTE

E se quest’anno non t’è piaciuto, pensa che tutto sommato è quasi finito e che l’anno prossimo potrebbe esse pure peggio. C’è una piccola deriva verso l’apocalisse ma tutto sommato niente de cui te devi preoccupà. Dice che è un Natale pieno de orgojo, dovemo esse orgojosi ma non se capisce de che, dovemo da difende i valori dell’occidente ma sti valori non se capisce più che so’ visto che l’unico valore che difendemo è che l’amici nostri possono fa’ er cazzo che je pare. Comunque, se proprio ‘sto presente non te piace, c’è una soluzione semplice: fa finta che non sta a succede gnente. Ormai sta a nasce un nuovo movimento de opinione, po’ esse pure che un domani te lo ritrovi candidato in quarche dove: è il centro negazionista moderato. ‘Na vorta er complottismo era patrimonio della marginalità, de gente che faceva fatica ad affrontà la realtà e pur de da’ un senso alla vita disgraziata che j’era capitata preferiva inventasse un complotto, uno qualunque con il quale se poteva assolve, o quantomeno consolà. Der centro negazionista moderato invece fanno parte sospettabili giornalisti e avvocati, prof universitari e veterinari, cuochi, parrucchieri, ex parlamentari, pupazzi politici e un esercito di troll che farebbe invidia ar MinCulPop, uniti dall’autodefinizione di libberali.Passano le giornate (secondo il grado di liberalità) a cercare nelle profondità del web il fake che gli permetta d’urlare soddisfatti, vedete? Dicevano 20k morti ma questo è un bambolotto quindi sono soltanto 19.999! E spesso quello che trovano come prova, purtroppo, non è neanche una bambola, ma un bambino in carne e ossa su cui sciacallano la propria propaganda.Fieri d’aver scoperto la locuzione “di Hamas” la ripetono ossessivi ad ogni obiezione: se bombardano un palazzo è un palazzo di Hamas, se muore un giornalista è un giornalista di Hamas, se muore anche la sua famiglia è una famiglia di Hamas di un giornalista di Hamas. Amnesty è di Hamas, MSF è di Hamas, la Croce Rossa è di Hamas, pure l’ONU è di Hamas! L’ambulanza è di Hamas e ha fatto finta di essere stata bombardata; e anche quando a confermarlo è la stessa IDF loro dubitano perché perfino i dati sulle vittime dell’IDF per loro sono i dati dell’IDF di Hamas. E se glielo fai notare, anche tu sei di Hamas. A volte per non affrontare il fatto in sé l’estremista di centro si accanisce sulla fonte (chiaramente fonte di Hamas) mentre ritwitta impassibile gli affidabilissimi GiggiNAFO e Marcella58 (in cui 58 probabilmente indica il QI). Gli dà ragione, quindi è di per se affidabile. I più timidi, tra un retweet e l’altro, s’accontentano di fare lo screening dell’organizzazione interna dei bombardati per stabilire se siano abbastanza degni di non essere massacrati in nome dei nostri valori; test da cui immancabilmente deducono che no, non sono degni. Per gli altri il test non è necessario: non ci assomigliano, è autoevidente che non hanno diritto a sedersi alla nostra tavola. Al più, se si sottomettono pacificamente, avranno diritto ad elemosinare qualche briciola, purché la implorino educatamente.  Innamorati di Milei e della GBD, fanboy della Digos e delle manganellate della polizia contro gli studenti, mal celando l’orgasmo di fronte alla sofferenza dei poveri, difenderanno fino alla morte il tuo diritto di esprimere le tue idee, a patto che coincidano con le loro. Ma guai a dubitare della loro moderazione: hanno i valori democratici a garantirla. La realtà non serve quando hai i valori dalla tua. Hai lo spirito natalizio, la democrazia, il diritto, che vuoi che sia un massacro in più o in meno? Domani ci sarà tempo per il mea culpa. E tu non ce l’hai st’inclinazione natalizia all’eccidio? Non te piace ‘o presente? E voltati dall’altra parte pure tu! E se ancora non riesci a vedere in un bambino di otto anni un baby-terrorista, il problema è tuo: è solo perché non sei abbastanza attaccato ai nostri valori.

SDS#117 – LETTERINA

Caro Babbo Natale, quest’anno prima di partire devi prendere qualche precauzione in più: per prima cosa attento all’abbigliamento, Rampelli ha fatto casino per una stella rossa figuriamoci per tutto il vestito. Se posso darti un consiglio, vai su qualcosa di leggero e poco vistoso che qui da noi il clima è brutto, sia in senso letterale, sia in senso elettorale e sia in tutti gli altri sensi. Però mi raccomando qualsiasi colore ma no blu estoril! Poi manda in pensione le renne e le slitte: adesso il mezzo di trasporto natalizio più trendy è il carro armato! Devi solo stare attento a metterci sopra le bandierine giuste. Lo stesso concetto lo puoi applicare anche a quelli che muoiono sotto le bombe. Forse tra un po’ varrà anche per i pedoni, quelli in fila alla posta, quelli che usano il vivavoce in treno. La sperimentazione sui barconi procede bene: per ora proviamo soltanto a deportarli altrove, ma credo che siamo quasi pronti per fare il salto di qualità. In realtà questa cosa della deportazione è anticostituzionale, ma il governo è così stupido che ancora non ne ha preso atto e si vanta di quanto la sua riforma somigli a quella di Sunak, anch’essa incostituzionale. Mi sa che sulla stupidità il salto l’abbiamo già fatto. Però in compenso facciamo grossi passi avanti con l’intelligenza artificiale. Ecco, su questo ti avviso che molti avranno scritto le letterine usando ChatGPT: le puoi riconoscere facilmente perché sono quelle con i congiuntivi giusti. Veniamo ai regali: se qualcuno ti ha chiesto un trenino elettrico o è un bambino con la fissa del vintage oppure è Lollobrigida; se vuole la pesca dell’Esselunga, è Giambruno; le patate sono per Giuliano Amato, la carota per Gasparri, la motosega giocattolo è per Marattin. L’apparecchio acustico è per La Russa, così la prossima volta che qualcuno grida “Viva l’Italia antifascista” riesce a sentirlo. Il panettone è per Chiara Ferragni; dice va bene l’inflazione, ma un milione di euro per un pandoro inizia ad essere troppo. Poi per favore porta un nuovo libro fantasy alla Meloni, sono vent’anni che si è incastrata su quei due che ha letto. Non cambierà niente ma almeno non ci annoiamo. Al parlamento se possibile porta dei politici nuovi, anche usati ma tenuti bene, non andiamo troppo per il sottile. A noi portaci un po’ di rassegnazione. Che almeno moriamo tranquilli, se proprio dobbiamo soccombere a questo stato di cose almeno lo facciamo senza avvelenarci il fegato tutti i giorni. Regalaci una serenità commisurata alla nostra impotenza. Regalaci vagonate di selfie, di social, di reality, di gossip, di polemiche inutili, di scandali senza conseguenze, rincoglioniscici fino a farci dimenticare tutto il resto. E se il resto non serve a niente, portatelo via una volta per tutte. Se la nostra rabbia, le nostre lacrime, la nostra miseria, la nostra disperazione, se le urla di dolore non servono più a niente, se neanche davanti a migliaia di bambini morti le nostre voci possono più niente, facci almeno il regalo di portartele via tutte. Lasciaci qua, anestetizzati in mezzo a tutti gli altri, a quelli a cui sembra normale, a cui sembra inevitabile, a cui sembra addirittura giusto, a cui sembra un diritto. Lasciaci poveri in mezzo a quelli che esultano quando sentono che i poveri soffriranno, ma sorridenti. Se l’unico metro in cui questo mondo misura la propria soddisfazione è lo strazio che è capace di infliggere al prossimo, se l’unico destino è essere sopraffatti dalla pornografia della violenza, insegnaci almeno a goderne o dacci il valium che basta a scordarla. Se non possiamo fare altro che guardare, se l’unico ruolo che ci è concesso è quello di spettatori, inermi, insegnaci almeno a voltarci dall’altra parte, a tacere, ad alzare le spalle, a considerare la catastrofe ineluttabile come un tramonto. Tu che non esisti, insegnaci a vivere la nostra irrilevanza. Ma forse non puoi fare niente di tutto questo, che pure tu come noi sei prigioniero di un mondo immaginario. E allora aspettaci lì dove sei. Regalaci almeno l’illusione che sarai ancora là l’anno prossimo ad aspettarci, mentre ci portiamo appresso la nostra angoscia, e la vergogna, i sensi di colpa e la rabbia, e il gossip e le cose sceme a cui ci aggrappiamo per trovare la voglia di continuare a camminare in questa notte convinti che il tramonto che ci è caduto addosso non è stato l’ultimo; e dirci che fra un anno saremo ancora qui a scriverti un’altra letterina, per chiederti ancora la pace nel mondo, giusto per ricordare a noi stessi che quel mondo migliore è lì, in qualche punto della nostra immaginazione, che aspetta solo che ci mettiamo a costruirlo insieme.Io proverò a esserci, tu vedi de stacce.